Molti scrittori hanno parlato nei loro romanzi dell’inquinamento e dei danni che fa sull’ambiente. Con voglio portarvi a conoscenza di pagine di scrittori che hanno inserito nelle loro storie passaggi che parlano di ambiente e inquinamento.…

Nella pagina trovate qualche passaggio. I suggerimenti sono ben accetti.

 

C’era amianto dappertutto, come una neve cenerina: …
…anni prima, una pioggia insistente aveva dilavato molte tonnellate d’amianto dalle pareti stesse della cava; l’amianto si era accumulato sul fondo del cono, sopra la valvola aperta, costipandosi segretamente in un tappo.
Primo Levi, Nichel, in Il sistema periodico, Einaudi editore

 

I vapori che raggiungono i quartieri vicini alla fabbrica avvelenano solo chi ne resta contaminato, ma l’odore di cavolo lesso, di erba appena tagliata e di ammoniaca si spande in tutta la zona in pochi secondi.
Un massacro silenzioso, insidioso, subdolo, quasi discreto. Nessuna esplosione ha fatto tremare la città, nessun incendio ne ha infuocato il cielo.

D. Lapierre, J. Moro, Mezzanotte e cinque a Bhopal, Mondadori

 

Hai mai visto il Bormida? Ha l’acqua color del sangue raggrumato, perchè porta via i rifiuti delle fabbriche di Cengio e sulle sue rive non cresce più un filo d’erba. Un’acqua più porca e avvelenata che ti mette il freddo nel midollo, specie a vederla di notte sotto la luna.

B. Fenoglio, Un giorno di fuoco, Einaudi editore

 

A San Frediano dopo l’Alluvione era cambiato tutto, ma non era cambiato nulla. […] E una spessa riga di nafta correva sulle facciate dei palazzi come una ferita di guerra, a ricordare che la natura era l’unica vera padrona del mondo.
Le botteghe degli artigiani erano state spazzate via dal fiume di fango […]

M. Vichi, Nel più bel sogno: Una nuova avventura del commissario Bordelli, Guanda Noir

 

Era una città di mattoni rossi o di mattoni che dovevano essere tali se il fumo e la cenere lo avessero permesso, ma in realtà era una città di un rosso e di un nero innaturale, come il viso dipinto di un selvaggio. Era una città di macchinari e di alte ciminiere; dalle quali interminabili serpenti di fumo si susseguivano senza interruzione, non finivano mai di srotolarsi. C’era un canale nero, un fiume purpureo che scorreva con una tintura maleodorante …

C. Dickens, Hard Times (descrizione di Coketown)