Libri: Madame Curie di Eve Curie

Benvenuti

Voglio inaugurare questo blog di divulgazione scientifica con la biografia di Marie Curie, un simbolo, oltre che per i chimici, per le donne scienziate. Oggi si parla molto di donne, scienza, materie STEM e di come le materie scientifiche siano ancora spesso snobbate dalle donne, anche a causa di un senso di inadeguatezza tutto femminile nei confronti degli argomenti da studiare. Marie Curie è stata una donna tenace e perseverante, vincitrice – unica donna – di due premi Nobel e che tuttavia, in quanto donna è stata più volte discriminata e criticata.

Il blog avrà tre uscite mensili, ogni circa 10 giorni, ed esplorerà la divulgazione scientifica in vari campi, dai libri, ai fatti di attualità, ma anche attraverso la traduzione di testi scientifici. Spero che per voi lettori sarà una lettura piacevole e anche utile.

Nel manifesto sulla divulgazione scientifica ho omesso un pensiero: credo che la scienza non sia democratica, nel senso che non è che chiunque possa dire la sua senza avere prove e fatti a supporto di quel che dice. Credo anche che la scienza sia democratica, nel senso che chiunque, se si documenta e approfondisce un argomento, può dire la sua se ha prove e fatti che ne supportano la tesi. Buona lettura.

Un colpo di fulmine

Anni fa – studiavo chimica all’università – durante una vacanza a Parigi il mio albergo si trovava in Rue Mouffetard, una via minore molto vivace e multietnica. A un paio di isolati si trova l’Institut Curie, fondato da Marie Curie e che oggi è un centro all’avanguardia per la cura dei tumori. Lì accanto, in un cesto fuori da una libreria, la biografia della scienziata, scritta dalla figlia Eve, attirò la mia attenzione e mi sembrò naturale acquistarla. Il mio testo è in francese, in un’edizione economica, e come si può vedere dalla foto è usurato dalle letture ripetute. Il testo all’epoca è stato subito tradotto anche in italiano (pubblicato da Mondadori e attualmente, purtroppo, fuori catalogo). Il libro è uscito nel 1937 e Eve Curie, l’unica della famiglia ad avere una vocazione più letteraria che scientifica e a non aver vinto nessun Nobel, è riuscita a tratteggiare un ritratto della mamma scomparsa da poco (nel 1934, per anemia aplastica, causata con molta probabilità dalla continua esposizione alle sostanze radioattive che aveva studiato e scoperto) che ebbe subito successo editoriale.

Marie e l’amore per la Scienza

Il libro parte dall’infanzia di Marie Skłodowska in una Polonia occupata dai Russi, trascorsa in una famiglia in cui l’educazione era considerata molto importante. Da bambina, Maria studia da autodidatta con l’aiuto del padre, poi, da ragazza, per aiutare la famiglia in difficoltà economiche, lavora come istitutrice presso ricche famiglie polacche, per riuscire poi ad arrivare a Parigi dove studia e conosce il marito Pierre Curie. Eve descrive molto bene i primi anni di Marie a Parigi e la vita con Pierre dopo il matrimonio. Una quotidianità povera e laboriosa, completamente dedicata alla ricerca scientifica. I coniugi passano ore in un magazzino freddo a lavorare il minerale Pechblenda per separare gli elementi radioattivi radio e polonio (da loro scoperti). Nemmeno le due figlie distolgono del tutto Marie dalla ricerca.

Nel testo sono riportati passi di lettere che Marie e Pierre scrivono o ricevono da parenti e colleghi. Gli scritti tracciano la storia di una giovane coppia di scienziati che deve comunque vivere in ristrettezze economiche fino al momento in cui Pierre diventa conosciuto e famoso. Nonostante tutto però, l’amore per la scienza supera le difficoltà.

Marie continua le sue ricerche anche dopo la morte dell’amato marito in seguito a un incidente. Nella Prima Guerra Mondiale segue i soldati al fronte con un apparecchio radiografico utile per le indagini radiologiche sul campo.

Nonostante le scoperte, la conoscenza immensa, la fama e un primo premio Nobel (per la fisica) vinto insieme al marito, Marie è pur sempre una donna e perdipiù straniera in Francia e deve subire discriminazioni di vario tipo (ad esempio, solo dopo la morte del marito potrà insegnare alla Sorbonne, prima donna in assoluto ad essere autorizzata). Al ritiro del secondo premio Nobel, Marie, da poco vedova, viene criticata perché decide di ritirare il premio da sola e anche per la storia d’amore con Paul Langevin, che era stato allievo e pupillo del marito. Di queste discriminazioni poco si dice nella biografia, forse perché la figlia ha voluto tracciare il ritratto di una scienziata eroina, che non si ferma davanti a nulla.

Il libro termina con la morte di Marie, spossata dall’anemia anaplastica e dagli effetti delle radiazioni, tra le braccia della sorella Bronia sempre amata.

Una figura ispiratrice e molto attuale

Il libro delinea un ritratto di una donna straordinaria, laboriosa e determinata, ma anche umana, una donna che vive tutti i problemi e le difficoltà dell’epoca, nonostante la cultura sconfinata e poi la sua fama di scienziata. Le omissioni volute della figlia, tra cui appunto la relazione con il collega Langevin, non riescono comunque a rovinare il racconto della vita di Marie e la qualità del libro.

Nonostante siano passati 80 anni dalla sua pubblicazione, il linguaggio del testo non è del tutto obsoleto e rende la lettura piacevole anche oggi. Tra le righe della vita di questa scienziata straordinaria emergono problemi e aspetti attuali anche oggi: la repressione, le difficoltà economiche, la diffidenza del mondo scientifico per le donne, la diffidenza della società per una donna sola e straniera, il giudizio sulla vita privata di un personaggio pubblico. Il libro tende in alcune parti a idealizzare la figura di Marie, ma risulta comunque una lettura piacevole e di ispirazione per tutti coloro che amano la scienza. In particolare, è un libro che tutte le ragazze oggi dovrebbero leggere, per comprendere che la determinazione e la conoscenza possono far arrivare lontano, nonostante le difficoltà.