Il gas Sarin e gli effetti sull’uomo

Foto della battaglia di Ypres, dove venne usato per la prima volta l’iprite, prodotta dal chimico Haber. https://www.pinterest.co.uk/pin/395894623470147023/

In questi giorni tremendi per la Siria, sembra che un nuovo attacco con gas (il cloro questa volta) abbia provocato feriti intossicati e la morte di almeno un bambino. Purtroppo non è la prima volta che vengono usate armi chimiche – il cloro, il Sarin o altre – da quando l’iprite fece la sua comparsa sui campi di battaglia francesi ormai 100 anni fa. All’epoca dell’attacco con Sarin in Siria ho pubblicato un articolo scritto rapidamente, sull’onda dell’attualità e sull’urgenza di spiegare a grandi e soprattutto ai bambini gli effetti di questa arma terribile. Ho pensato se riproporre questo articolo adesso. Volevo evitare lo sciacallaggio di usare un mio post in una situazione di guerra. Poi, ho pensato che sia giusto far conoscere ai lettori la reale situazione attuale della zona siriana, le conseguenze dell’uso di armi chimiche, soprattutto quando si accompagnano alla mancanza totale di medicine e antidoti disponibili.

Vi ripropongo l’articolo in questione leggermente rimaneggiato.

Le armi chimiche: cloro e Sarin

Il Sarin e il cloro sono gas appartenenti alla cosiddetta famiglia delle armi chimiche. Sono considerate armi chimiche tutte quelle sostanze che esercitano un’azione chimica sui processi vitali, causando danni permanenti all’organismo o causandone la morte.

Il cloro è stato il primo gas tossico sperimentato durante un conflitto. Il gas di cloro ha un colore verde giallastro, è due volte e mezzo più denso dell’aria (quindi persiste al suolo dove continua la sua azione tossica) e ha un odore soffocante estremamente sgradevole. Questo gas aggredisce le prime vie respiratorie provocando irritazione e sensazione di soffocamento. In campo bellico, il cloro è stato presto sostituito dal fosgene, che è sei volte più tossico.

Il Sarin è una delle armi chimiche peggiori, perché subdola e implacabile. I composti della famiglia del Sarin sono considerati armi chimiche e come tali proibiti dalla risoluzione ONU 687 e controllati dalla convenzione ONU del 1993.

Le armi chimiche sono state usate per la prima volta durante la Prima Guerra Mondiale, dopo che il chimico tedesco Fritz Haber aveva sintetizzato l’iprite, una molecola a base di zolfo e cloro con effetti vescicanti per la pelle e le mucose. Nella Seconda Guerra Mondiale erano disponibili anche i gas nervini come il Sarin, che fortunatamente non furono usati.

Struttura, meccanismo di azione ed effetti del Sarin

Il Sarin è una molecola organica contenente fosforo, simile nella struttura ad alcuni pesticidi, e infatti fu scoperta negli anni 30 durante degli studi per produrre nuovi pesticidi. La sua grande tossicità fu subito evidente, tanto che i ricercatori videro che non era possibile usarlo come pesticida: troppo pericoloso per l’uomo. A temperatura ambiente il Sarin è un gas incolore, inodore e insapore ed è molto volatile, per cui si diffonde facilmente in aria. Inoltre viene assorbito dalla pelle, per cui può non essere sufficiente usare maschere antigas per scampare all’avvelenamento. È 500 volte più letale del cianuro.

Questa molecola fa parte della categoria degli agenti nervini, che colpiscono il sistema della trasmissione nervosa, chiamato sistema colinergico. Le molecole dei gas nervini appartengono alla classe dei composti organofosforici, e la loro somiglianza strutturale con l’acetilcolina rende possibile il legame di queste molecole al sito attivo dell’acetilcolinesterasi. A seguito di questo legame, l’enzima acetilcolinesterasi viene inattivato, provocando un accumulo di acetilcolina nelle sinapsi del sistema nervoso centrale e periferico. Per questo motivo, i messaggi nervosi vengono trasmessi all’infinito e non sono più regolati dall’enzima. I muscoli vanno incontro a spasmi, mentre i nervi smettono di funzionare.

A causa di questo meccanismo di azione, i primi sintomi da avvelenamento da Sarin comprendono difficoltà respiratorie, irrigidimento del torace, difficoltà visive, accompagnati da sudorazione abbondante, nausea e vomito, rilascio involontario di feci e urina. Seguono spasmi muscolari, confusione mentale, coma, fino ad arrivare alla morte. Per chi sopravvive, rimangono danni cerebrali permanenti, e anche per esposizioni più basse possono comparire disturbi come insonnia, depressione anche a distanza di anni dall’intossicazione.

Sintesi del Sarin e antidoti

La sintesi di questi composti è relativamente semplice, anche se molto pericolosa. Per questo motivo tali sostanze sono di solito usate come armi “binarie”: vale a dire che vengono conservate in una forma inattiva, che diventa attiva solo dopo un’ultima reazione di sintesi. In questo modo si evitano le complicanze legate all’immagazzinamento di una sostanza così pericolosa.

Esistono sostanze per la profilassi e antidoti all’avvelenamento da gas Sarin. La profilassi viene fatta generalmente sui militari presenti in zone di guerra, se si sospetta la possibilità di attacchi terroristici. L’antidoto, perché sia efficace, deve essere assunto immediatamente dopo l’esposizione al gas, per impedire che il gas arrivi ad avvelenare tutto il corpo. Il trattamento con tali sostanze che agiscono contro il gas porta con sé numerosi effetti collaterali. Risulta in ogni caso evidente come, nel caso della Siria e nei contesti di bombardamenti sulla popolazione civile in genere, l’uso di antidoti e tanto più di sostanze per la profilassi sia per lo più impossibile.

 

Per chi volesse invece approfondire la storia di Haber e la nascita dell’iprite, consiglio un libro un po’ particolare, un romanzo sulla vita di Fritz Haber, che parla di etica della scienza. Il libro è Gas di Tiziano Colombi.

Potete leggere la mia recensione del libro su ExLibris20.