Bufale e idee pazze nella scienza: La falsa scienza

La falsa scienza di Silvano Fuso. Carocci Editore

Per concludere questo mese di marzo dedicato a smascherare le bufale, vi presento un libro molto simpatico di Silvano Fuso: La falsa scienza.

Il presupposto alla base del libro è che gli scienziati, per famosi, preparati e geniali che siano, sono uomini. L’essere uomini come tutti gli altri li rende soggetti a errori e idee strambe, fatte in buona o in mala fede.
Nel primo caso, l’entusiasmo per una nuova scoperta, l’ambizione, la cattiva intepretazione dei dati o sbagli anche più grossolani, ma inavvertiti, possono portare a scoprire processi, cure, sostanze nuove che in seguito vengono dimostrati non esistenti o non possibili. Può esserci il caso dello scienziato solitario, convinto di una nuova teoria, ma ci sono anche casi di errori collettivi. Un esempio è rappresentato dalla poliacqua, una presunta nuova forma dell’acqua scoperta negli anni ’60, che dopo qualche anno si è rivelata una bolla di sapone, nulla più che semplice acqua contaminata da impurezze.

Alcune false scoperte si sono rivelati scherzi progettati da scienziati burloni e molto creativi, che tuttavia hanno avuto un qualche seguito, anche se magari per poco.

Non mancano però i casi in cui scienziati consapevoli e in mala fede hanno contribuito a diffondere notizie false per ambizione, motivi economici o di fama, per ragioni politiche o militari. Questo è vero specialmente nel settore medico.

Silvano Fuso ci racconta le storie di tante scoperte fasulle, dividendole in sei categorie principali: quella di abbagli singoli o di una collettività, presi per lo più in buona fede, come il caso della poliacqua o della più recente fusione fredda; un gruppo di frodi volontarie, per lo più nel campo della biologia e della medicina; una terza parte dedicata a invenzioni e idee folli, come l’eugenetica; una parte in cui la scienza si confonde con la metafisica; un quinto gruppo che tratta di teorie rivoluzionarie come quella del ghiaccio cosmico e infine una serie di racconti dedicati alle medicine miracolose, tra cui una serie di cure miracolose contro il cancro, poi rivelatisi delle vere e proprie bufale, quando non pericolose per i pazienti.

Ogni falsa scoperta inizia con un racconto dell’autore, inventato o preso a prestito dalla letteratura, che spiega al lettore cosa sarebbe successo se la scoperta si fosse rivelata vera.
Cosa succederebbe se per sapere quante medicine prendere e quando dovessimo affidarci a un astrochimico – un misto tra un chimico, un medico e un astrologo? O se invece del pieno di benzina bastasse riempire di acqua un serbatoio apposito per viaggiare migliaia di chilometri?
Dopo un breve e divertente racconto, l’autore ci racconta la storia della scoperta e del suo o suoi scopritori, l’impatto che ha avuto sulla società, come è stato smascherato l’inganno.

Ci mette anche in guardia dal fatto che alcune teorie, anche se si sono dimostrate fasulle e ingannevoli, sono ancora oggi sostenute da gruppi di sedicenti scienziati, che spesso gridano al complotto. Caratteristica comune di questi “geni solitari” infatti è l’avversione per la scienza ufficiale, il pensiero che la scienza ufficiale nasconda le loro scoperte e cerchi di soffocarle per il male di tutti. Questi geni sono creativi e solitari, non fanno parte di una comunità di pari e combattono contro l’indole conservativa degli altri scienziati.

Un libro divertente e interessante, che ci racconta come anche gli scienziati possono sbagliare, ma che la scienza, se è sana e praticata in modo corretto, ha sempre trovato gli sbagli prima o poi. Spesso gli scienziati sbagliano, ma una pratica corretta della scienza li porta a capire l’errore. Non sono rari i casi in cui gli stessi sostenitori di un’idea straordinaria e folle hanno poi ammesso il loro sbaglio di fronte alla comunità scientifica.
Altra cosa, l’autore ammette la natura conservatrice della scienza e che in alcuni casi teorie considerate strampalate si sono poi rivelate corrette, anche se inizialmente non accettate dalla comunità scientifica. In questi casi però, queste nuove teorie sono state supportate da prove scientifiche, oggettive e ripetibili da altri. Come dice Fuso,

“Scetticismo non vuol dire incredulità a priori, ma significa semplicemente pretendere prove adeguate prima di accettare qualsivoglia informazione”.

 

Vi consiglio questa lettura, per la precisione delle informazioni, la piega divertente delle storie e la follia delle scoperte, ma anche per la giusta lunghezza di ogni episodio, che spiega tutto il necessario senza diventare noioso, pedante o troppo difficile. E per diventare tutti almeno un po’ scettici.

 

Libri: Madame Curie di Eve Curie

Benvenuti

Voglio inaugurare questo blog di divulgazione scientifica con la biografia di Marie Curie, un simbolo, oltre che per i chimici, per le donne scienziate. Oggi si parla molto di donne, scienza, materie STEM e di come le materie scientifiche siano ancora spesso snobbate dalle donne, anche a causa di un senso di inadeguatezza tutto femminile nei confronti degli argomenti da studiare. Marie Curie è stata una donna tenace e perseverante, vincitrice – unica donna – di due premi Nobel e che tuttavia, in quanto donna è stata più volte discriminata e criticata.

Il blog avrà tre uscite mensili, ogni circa 10 giorni, ed esplorerà la divulgazione scientifica in vari campi, dai libri, ai fatti di attualità, ma anche attraverso la traduzione di testi scientifici. Spero che per voi lettori sarà una lettura piacevole e anche utile.

Nel manifesto sulla divulgazione scientifica ho omesso un pensiero: credo che la scienza non sia democratica, nel senso che non è che chiunque possa dire la sua senza avere prove e fatti a supporto di quel che dice. Credo anche che la scienza sia democratica, nel senso che chiunque, se si documenta e approfondisce un argomento, può dire la sua se ha prove e fatti che ne supportano la tesi. Buona lettura.

Un colpo di fulmine

Anni fa – studiavo chimica all’università – durante una vacanza a Parigi il mio albergo si trovava in Rue Mouffetard, una via minore molto vivace e multietnica. A un paio di isolati si trova l’Institut Curie, fondato da Marie Curie e che oggi è un centro all’avanguardia per la cura dei tumori. Lì accanto, in un cesto fuori da una libreria, la biografia della scienziata, scritta dalla figlia Eve, attirò la mia attenzione e mi sembrò naturale acquistarla. Il mio testo è in francese, in un’edizione economica, e come si può vedere dalla foto è usurato dalle letture ripetute. Il testo all’epoca è stato subito tradotto anche in italiano (pubblicato da Mondadori e attualmente, purtroppo, fuori catalogo). Il libro è uscito nel 1937 e Eve Curie, l’unica della famiglia ad avere una vocazione più letteraria che scientifica e a non aver vinto nessun Nobel, è riuscita a tratteggiare un ritratto della mamma scomparsa da poco (nel 1934, per anemia aplastica, causata con molta probabilità dalla continua esposizione alle sostanze radioattive che aveva studiato e scoperto) che ebbe subito successo editoriale.

Marie e l’amore per la Scienza

Il libro parte dall’infanzia di Marie Skłodowska in una Polonia occupata dai Russi, trascorsa in una famiglia in cui l’educazione era considerata molto importante. Da bambina, Maria studia da autodidatta con l’aiuto del padre, poi, da ragazza, per aiutare la famiglia in difficoltà economiche, lavora come istitutrice presso ricche famiglie polacche, per riuscire poi ad arrivare a Parigi dove studia e conosce il marito Pierre Curie. Eve descrive molto bene i primi anni di Marie a Parigi e la vita con Pierre dopo il matrimonio. Una quotidianità povera e laboriosa, completamente dedicata alla ricerca scientifica. I coniugi passano ore in un magazzino freddo a lavorare il minerale Pechblenda per separare gli elementi radioattivi radio e polonio (da loro scoperti). Nemmeno le due figlie distolgono del tutto Marie dalla ricerca.

Nel testo sono riportati passi di lettere che Marie e Pierre scrivono o ricevono da parenti e colleghi. Gli scritti tracciano la storia di una giovane coppia di scienziati che deve comunque vivere in ristrettezze economiche fino al momento in cui Pierre diventa conosciuto e famoso. Nonostante tutto però, l’amore per la scienza supera le difficoltà.

Marie continua le sue ricerche anche dopo la morte dell’amato marito in seguito a un incidente. Nella Prima Guerra Mondiale segue i soldati al fronte con un apparecchio radiografico utile per le indagini radiologiche sul campo.

Nonostante le scoperte, la conoscenza immensa, la fama e un primo premio Nobel (per la fisica) vinto insieme al marito, Marie è pur sempre una donna e perdipiù straniera in Francia e deve subire discriminazioni di vario tipo (ad esempio, solo dopo la morte del marito potrà insegnare alla Sorbonne, prima donna in assoluto ad essere autorizzata). Al ritiro del secondo premio Nobel, Marie, da poco vedova, viene criticata perché decide di ritirare il premio da sola e anche per la storia d’amore con Paul Langevin, che era stato allievo e pupillo del marito. Di queste discriminazioni poco si dice nella biografia, forse perché la figlia ha voluto tracciare il ritratto di una scienziata eroina, che non si ferma davanti a nulla.

Il libro termina con la morte di Marie, spossata dall’anemia anaplastica e dagli effetti delle radiazioni, tra le braccia della sorella Bronia sempre amata.

Una figura ispiratrice e molto attuale

Il libro delinea un ritratto di una donna straordinaria, laboriosa e determinata, ma anche umana, una donna che vive tutti i problemi e le difficoltà dell’epoca, nonostante la cultura sconfinata e poi la sua fama di scienziata. Le omissioni volute della figlia, tra cui appunto la relazione con il collega Langevin, non riescono comunque a rovinare il racconto della vita di Marie e la qualità del libro.

Nonostante siano passati 80 anni dalla sua pubblicazione, il linguaggio del testo non è del tutto obsoleto e rende la lettura piacevole anche oggi. Tra le righe della vita di questa scienziata straordinaria emergono problemi e aspetti attuali anche oggi: la repressione, le difficoltà economiche, la diffidenza del mondo scientifico per le donne, la diffidenza della società per una donna sola e straniera, il giudizio sulla vita privata di un personaggio pubblico. Il libro tende in alcune parti a idealizzare la figura di Marie, ma risulta comunque una lettura piacevole e di ispirazione per tutti coloro che amano la scienza. In particolare, è un libro che tutte le ragazze oggi dovrebbero leggere, per comprendere che la determinazione e la conoscenza possono far arrivare lontano, nonostante le difficoltà.