Capsaicina: responsabile degli effetti degli spray urticanti

Condividi e dì ai tuoi amici che hai apprezzato l'articolo
Facebook
Twitter
LinkedIn
Follow by Email

La tragedia della discoteca vicino a Senigallia, il panico scatenato in Piazza San Carlo a Torino e altri episodi con conseguenze meno gravi hanno portato alla ribalta gli spray al peperoncino, inizialmente nati come arma di difesa anti-aggressione, ma ultimamente usati anche a scopi illeciti.

Negli spray urticanti, la sostanza responsabile dei suoi effetti è la capsaicina, un composto organico presente nei peperoncini e responsabile del loro sapore piccante. Solitamente la concentrazione di questa sostanza in uno spray non supera il 10%.
Quando lo spray viene spruzzato sul viso, provoca un’irritazione momentanea della pelle e degli occhi del malcapitato. Altri effetti derivati dallo spruzzo di questa sostanza sono gonfiore, infiammazione e tosse. In genere, l’effetto dello spray scompare dopo una decina di minuti, ma proprio per la sua capacità immediata di creare un bruciore intenso ed una forte irritazione, lo spruzzo può creare conseguenze gravi come negli episodi citati sopra.

Caratteristiche e proprietà della capsaicina

Cerchiamo allora di capire cos’è la capsaicina e come agisce.
La capsaicina è un composto chimico a base azotata, che costituisce il principio amaro dei frutti di Capsicum annuum, il peperoncino.

https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/image/imagefly.cgi?cid=1548943&width=300&height=300

La capsaicina pura è incolore, inodore ed è in forma solida a temperatura ambiente. Secondo la Scala Scoville, che misura il grado di piccantezza dei vari tipi di peperoni, la capsaicina pura ha un grado di piccantezza di circa 16 milioni, contro un valore di 40.000 per il pepe di Cayenna. Inoltre, la capsaicina è una molecola idrofobica, che significa che si ripartisce preferibilmente negli ambienti grassi.
Quando viene consumata, la capsaicina si lega ai recettori del dolore di bocca e gola, che sono normalmente responsabili della sensazione di calore. Il piccante non viene percepito dalle papille gustative come il dolce, il salato, l’amaro, ma dai recettori del dolore, che si trovano sulla lingua. I recettori inviano segnali di dolore alle fibre nervose e di lì al cervello. L’effetto della capsaicina sui recettori è però soggettivo: un uso prolungato e continuo di peperoncino anestetizza i recettori, che quindi diventano meno sensibili agli effetti della sostanza. Un altro fattore è di tipo genetico.

La capsaicina ha una coda idrofobica molto lunga, che le consente di legarsi con un’alta affinità ai recettori presenti sulla lingua e le consente anche di diffondere attraverso le membrane cellulari, rendendo il bruciore più pervasivo e persistente. Queste proprietà, compresa quella di resistenza temporale molto lunga, sono le cause della sensazione di bruciore che si ha quando si riceve uno spruzzo urticante in faccia.

Negli spray urticanti, la capsaicina è ottenuta dalla macinazione dei frutti, viene estratta in un solvente organico, solitamente etanolo, che viene poi fatto evaporare, ottenendo infine una resina (chiamata oleoresina). Successivamente viene aggiunto propilenglicole e si ottiene una sospensione acquosa. Il tutto viene pressurizzato per ottenere un aerosol e quindi uno spray, conservato in bombolette di portata ridotta.

La scoperta della capsaicina

La scoperta della capsaicina risale al XIX secolo. Il chimico tedesco Christian Friedrich Bucholz la isolò partendo da peperoncini macerati con l’uso di solventi organici: lo stesso metodo che viene utilizzato ancora oggi per estrarre l’oleoresina dai peperoncini. Il nome con il quale la sostanza è conosciuta è stato dato da L.T. Thresh che l’ha sintetizzata in forma cristallina. Alcuni anni più tardi, un medico ungherese dimostrò che la sostanza era in grado di stimolare le mucose della bocca e dello stomaco aumentando la produzione dei succhi gastrici. La prima produzione di sintesi della capsaicina risale al 1930.

Proprietà della capsaicina

Sono numerose le proprietà benefiche che vengono attribuite alla capsaicina, anche se alcune sono ancora da accertare dal punto di vista scientifico. Poiché ha la capacità di legarsi ad alcuni recettori del dolore, desensibilizzandoli, la capsaicina sembra avere proprietà antidolorifiche. Sembra inoltre essere utile contro le infiammazioni e nella gestione di patologie infiammatorie anche importanti come l’artrite reumatoide. Per questo motivo è utilizzato anche in composizioni medicinali topiche per la riduzione del dolore e come ingrediente di integratori alimentari.

Una curiosità sulle proprietà della capsaicina, è che, mentre allontana alcuni animali per i suoi effetti di bruciore, alcune specie non ne subiscono gli effetti, anzi, sono attirati dalla piccantezza. Alcuni studi eseguiti su storni, piccioni e altri uccelli confermano che agli uccelli il piccante non spiace affatto! Infatti, questi animali non solo sembrano non risentire degli effetti irritanti della capsaicina, ma sviluppano una predilezione per gli alimenti che la contengono.

Ora che sappiamo qualcosa in più su questa sostanza non è che dobbiamo temere di meno l’uso improprio degli spray urticanti, ma forse abbiamo maggiore consapevolezza sui rischi per la salute che possiamo correre. Il mio invito è che la capsaicina serva solo per dare più gusto alle nostre pietanze e come analgesico per farci stare meglio.

Lascia un commento