Acciaio al posto della plastica

 

Ad aprile abbiamo parlato di plastica e del perché sta letteralmente soffocando la nostra Terra. Questo articolo è molto piaciuto e tra i miei conoscenti in molti stanno cercando alternative alla plastica, per evitare quanto meno di metterne in circolo altra. Nell’articolo di Greta Golia abbiamo visto alcune di queste alternative. Dal mondo dell’acciaio arriva però una nuova opportunità. A maggio ho partecipato a MadeInSteel, la fiera biennale internazionale dedicata al mondo dell’acciaio e ho ricavato numerosi spunti interessanti.

Abbiamo detto che il problema della plastica è che dura all’infinito, ma noi la usiamo per articoli usa e getta. Sicuramente questo tipo di cultura è da modificare, andando verso il riuso e il riciclo e in questo caso l’acciaio può venirci in aiuto.

Perché l’acciaio?

L’acciaio sembra tutto uguale, ma l’aspetto affascinante di questo materiale è che, modificando anche solo di pochissimo le percentuali relative degli elementi chimici di cui è composto, cambiano enormemente le sue proprietà e quindi i suoi utilizzi finali. Di acciaio sono le grandi infrastrutture come le posate e le pentole che usiamo tutti i giorni.
L’acciaio è un materiale versatile e adatto a molte applicazioni. Inoltre, al contrario della plastica, che non si degrada mai completamente e attualmente non può essere riciclata in modo efficiente, l’acciaio è riciclabile al 100% e senza perdita di qualità.

L’acciaio nella vita quotidiana

Da dove cominciare allora?
Ad esempio, dai contenitori per alimenti, partendo magari dai contenitori per bevande riutilizzabili. Sembra che la plastica sia un materiale economico, ma se pensiamo che molti dei prodotti in plastica vengono gettati una volta utilizzati, la convenienza diventa relativa. Prendiamo un fusto per la birra. Quello in PET può essere leggero ed economico, ma non è riutilizzabile. Un fusto equivalente in acciaio inossidabile, oltra a garantire standard igienici elevati, può essere riutilizzato praticamente all’infinito, diventando così economico, ma anche amico dell’ambiente. Pensate a quante emissioni di CO2 possono essere evitate per ogni singolo fusto, senza parlare del fatto che a fine vita può essere riciclato e tornare sul mercato senza inquinamento. Anche se il costo iniziale è più alto rispetto a quello della plastica, la sua convenienza si vede a lungo termine.

Cosa dire poi di tutti quegli accessori che usiamo per mangiare come piatti, bicchieri, scodelle e posate per la pappa e anche le ciotole per i nostri amici animali?
Sono in plastica, non sono monouso, è vero, ma pur sempre di plastica. E alla fine del loro ciclo di vita devono essere gettati e non è detto che possano essere riciclati in nuovi prodotti di qualità. La tendenza nel settore è proprio quella di rivolgersi all’acciaio come sostituto della plastica, anche in vista delle sempre maggiori restrizioni all’uso di plastica da parte dell’Unione Europea. Stoviglie per picnic o tazze durante i concerti possono essere realizzati in acciaio. Un esempio è la tazza in acciaio inossidabile riutilizzabile promossa dal Festival di Glastonbury in Inghilterra, che è diventata rapidamente un souvenir da collezione. Prima dell’idea di una tazza riutilizzabile, al termine del concerto 800 netturbini hanno impiegato 6 settimane per ripulire la zona dell’evento da oltre 1600 tonnellate di rifiuti, per lo più plastica. Senza contare che oggi è possibile produrre acciaio colorato, quindi anche l’estetica del prodotto può essere accattivante come per i prodotti in plastica.

Ormai è evidente come la plastica stia letteralmente riempiendo e soffocando tutto il mondo, dall’Africa Nera alle terre una volta incontaminate della Groenlandia, avvelenandoci lentamente. Le alternative ci sono, ma per prima cosa, abbiamo detto, dobbiamo cambiare mentalità e allontanarci dall’usa e getta. Dopo questo primo passo, l’acciaio può diventare un degno sostituto per prodotti da usare anche tutti i giorni, soprattutto inquinando molto meno.

Avete esperienze positive di prodotti simili a quelli di cui ho scritto? Raccontatemelo se vi va.